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PILOT ACTIVITIES:
Afar Regional State
Nella regione Afar, IPO è attiva in Zona 2 dove sono in corso attività
pilota per la valutazione del potenziale di utilizzo di semi oleosi come
strategia di Food Security:
a) produzione di olio per uso alimentare da semi provenienti da frutta
selvatica
b) produzione di olio combustibile da semi provenienti da piantagione
sperimentale
IPO vorrebbe promuovere attività di eco-turismo gestite dalle comunità
locali nella zona delle antiche carovane del sale, un itinerario che si
snoda attraverso la depressione di Dallol (-116 m slm) e il vulcano attivo
Erta Ale.
IPO sta estendendo la linea di ricerca sulle potenzialità della
distillazione di oli essenziali provenienti da resine a scopo terapeutico.

Valutazione della distribuzione di Balanites rotundifolia in Zona
2, Afar Regional State
Studio del potenziale di produzione di olio per uso alimentare
nell’ottica di strategie di food security basate sulle risorse spontanee/selvatiche

L’obiettivo del presente studio è di ottenere
un inventario della popolazione, corredato dalla stima dell’area
coperta da B. rotundifolia e relativa resa in olio alimentare
al fine di valutare la possibilità di implementare strategie di
Food Security a livello tradizionale e di comunità.
Tramite discussioni e mappatura partecipativa da parte di esponenti delle
comunità e tramite la campionatura sistematica si è tentato
di costruire una mappa della distribuzione. Il network delle strade accessibili
è stato utilizzato come transetto e la campionatura fatta ogni
5 Km alternativamente a destra e sinistra. Per la stima della resa in
frutta è stato usato il metodo delle interviste informali dove
singoli o gruppi hanno stimato la resa per albero per anno.
La media delle stime è stata alla base della valutazione del potenziale
per ettaro per anno. Per la resa in olio le stime sono state estrapolate
dai dati ottenuti dalla letteratura.
Sulla base dei risultati ottenuti, B. rotundifolia é una
delle specie predominanti con una densità media di 111 alberi per
ettaro. La specie è stata trovata ad alta densità sia a
Dalul che a Koneba. Nelle tre woreda prese in considerazione le risorse
coprono 155,206 ettari con una media di 476.7 Kg/ettaro/anno. Sulla base
di una resa del 7.5%, si è stimata una potenzialità di 6,369
ton/anno.
Dal momento che questa specie è polivalente, usata dai locali come
cibo (frutto), fonte di grassi (frutto/nocciolo), foraggio per gli animali,
ombra e medicina, vale certamente la pena considerare la sua promozione
attraverso ulteriori ricerche sulla resa in olio, le qualità organolettiche
dello stesso e il potenziale reale di produzione. Inoltre, il presente
studio ha dimostrato che esiste un discreto potenziale e la possibilità
di espanderlo, preservandolo.
Vivaio sperimentale di Jatropha Curcas
Tentativo di produzione di biocarburante in Afar regional State
‘In genere si ci dimentica che oli vegetali e animali
possano essere usati direttamente in motori diesel. Un piccolo motore
diesel ha funzionato con olio d’arachidi durante la world exhibition
di Parigi del 1900 e lo ha fatto così eccezionalmente bene che
solo pochi visitatori hanno realizzato il cambio di carburante.’
RUDOLF DIESEL, 1911
La produzione di semi oleosi per scopi energetici,
nella cornice di un mondo sempre più sottoposto al riscaldamento
globale e all’effetto serra, acquista particolare significato.
Quando tali combustibili bruciano, l’atmosfera non è inquinata
dal biossido di carbonio poiché esso è già stato
assimilato durante la crescita delle piante.
Jatropha Curcas (physic nut) è una specie resistente alla
siccità, largamente coltivata ai tropici e nota in passato per
la produzione di sapone.
In tempi recenti la produzione di bio-combustile attraverso la spremitura
dell’olio di semi di Jatropha ha suscitato particolare interesse,
soprattutto perché la pianta cresce in zone marginali aride e semi-aride
dove non entra in competizione con colture alimentari.
Il presente vivaio sperimentale è teso a valutare la possibilità
di introdurre la produzione di bio-carburante nelle zone aride dell’Afar.
Il bio-combustibile potrebbe essere utilizzato per elettrificare zone
remote e facilitare l’economia domestica riducendo i consumi di
combustibile.

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