EUCALIPTO

L’eucalipto deve il nome all'unione tra il prefisso greco eu che significa "bene" e il verbo kalyptein, nell'accezione di "celare", "nascondere": l'etimologia richiama il caratteristico opercolo, il coperchio conico e rugoso che avvolge il fiore prima che questo sbocci. Il suo profumo è fresco, forte e balsamico, con odore canforaceo e sottotono legnoso.

L'albero
L'eucalipto è un albero sempreverde le cui caratteristiche variano a seconda della specie: se ne contano all'incirca 600 diverse e, benché nell'area mediterranea se ne siano acclimatate più di 50, è in Australia, dove il koala si nutre esclusivamente dei suoi germogli e delle sue foglie, che tre quarti di tutte le foreste sono di eucalipto e dove esso raggiunge i 140 metri d'altezza dell'Eucaliptus regnans.
L'Eucalipto globuloso ha foglie ovali verdeazzurrognole e tronco sottile ma, data la rapidissima crescita, esse virano presto la propria tonalità verso il giallo, compaiono fiori biancocrema e la corteccia non tarda ad assumere il tipico aspetto grigio chiaro, leggermente squamato e ricoperto di una sorta di polvere bianca. Almeno 500 specie di eucalipto producono un olio essenziale le cui varietà possono in generale essere suddivise in oli medicinali con elevata quantità di cineolo (eucaliptus globulus), oli industriali contenenti principalmente piperitone e felandrene (eucaliptus radiata) e oli di profumeria con prevalenza di citronellale (eucaliptus citriodora).

La storia
Le prime notizie dell'eucalipto in Italia ci vengono dai Giardini Reali di Caserta dove veniva ampiamente apprezzato come albero ornamentale. Successivamente, intorno al 1869, l'eucalipto appare nelle cronache dei monaci trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane a Roma che ritenevano si potesse sfruttare la presenza dell'albero per facilitare la salubrità dei luoghi. Nell'Agro Romano ne vennero infatti piantati molti, nel tentativo di risanare l'aria e debellare la malaria: una visione che non si discostava di molto dalla realtà se pensiamo che l'eucalipto è da sempre rimedio tradizionale contro le febbri e che la pianta ha una straordinaria capacità d'assorbire l'acqua stagnante del terreno, favorendo la bonifica delle aree paludose.
Tale caratteristica, se da un lato può essere di grande vantaggio, dall'altro può rivelarsi un'arma a doppio taglio come è stato in Etiopia. A fine Ottocento, dietro consiglio del francese Casimir Mondon Vidaihet, il negus Menelik importò l'eucalipto dall'Australia, migliorando di molto la condizione quasi insostenibile di un altopiano che stava divenendo sempre più brullo e soggetto a erosione. Questa trasformazione non era principalmente collegata allo sfruttamento indiscriminato del legname, quanto alla micidiale abitudine degli eserciti, vincitori degli scontri intestini, di abbattere le foreste per far scarseggiare le risorse dei vinti e mantenerli in una situazione di precarietà e immobilismo. Oggi l'eucalipto ha indubbiamente rinverdito l'acrocoro etiopico: ne sono conferma le numerose affermazioni di australiani che sorvolando il paese riconoscono la conformazione delle foreste natie. Il prezzo che si è dovuto pagare è stato quello di molta acqua assorbita dai terreni, così che, a torto o a ragione, l'eucalipto è stato individuato come una sorta di capro espiatorio per l'aridità dei terreni.
Per ritornare all'Australia, dove l'albero è una delle piante caratteristiche, l'eucalipto ha assunto nel corso del tempo anche un valore trascendentale, poiché coi suoi rami scavati dalle termiti si fabbricava il didjeridoo, il famoso strumento degli aborigeni. Esso è un tubo in cui si fanno vibrare le labbra sull'imboccatura, producendo delle vibrazioni e degli armonici dai suoni stranianti e profondi: in passato, di certo, alla valenza musicale doveva aggiungersene un'altra di ben diversa caratura che voleva nel didjeridoo uno strumento di comunicazione, in una terra in cui gli ampi spazi e la cultura hanno fatto sì che canali e forme comunicative in grado di scavalcare la parola fossero privilegiati.

Impieghi
L'olio essenziale di eucalipto viene estratto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie e dai ramoscelli freschi. Ha un forte potere germicida ed è da tempi antichi utilizzato come antisettico e purificante. Come tutti potranno notare, richiamando alla mente una semplice caramella per la gola, c'è sempre stato un rapporto molto stretto con la respirazione, poiché l'eucalipto potenzia l'ossigenazione delle cellule, stimolando la funzione dei globuli rossi e favorendo l'espettorazione del catarro. Viene utilizzato inoltre per la preparazione di linimenti, sciroppi per la tosse, unguenti e dentifrici che ne hanno alimentato e ne alimentano tutt'oggi l'accostamento all'ambito medico ospedaliero, essendo l'albero ampiamente sfruttato in aromi per uso farmaceutico, veterinario e dentistico.
In aromaterapia se ne consiglia l’uso per il sistema respiratorio e per i disturbi ad esso connessi (asma, bronchite, catarro, sinusite, infezioni della gola), ma è anche fonte d'interessanti studi per le sue applicazioni esterne come insettorepellente, coadiuvante per algie, dolori muscolari, strappi e reumatismi.

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